La Parola di Conte: Dominio!
- Rosario Caracciolo

- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
di Rosario Caracciolo: ilgiornalistatifoso.it/ Napoli Cuore Azzurro

La parola giusta

C’è una parola che più di tutte racconta il Napoli visto a Cremona: dominante. L’ha pronunciata Antonio Conte, e quando parla Conte nulla è casuale. Non “formidabile”, non “devastante”: dominante. È il termine perfetto per definire Rasmus Hojlund, autore di una doppietta che ha indirizzato la gara contro la Cremonese. Un attaccante che incarna il calcio tornato antico, quello dei duelli individuali, dove l’uno contro uno decide il destino delle partite. Senza più il libero a coprire, chi vince il duello vince la partita. E Hojlund li vince quasi tutti.
Potenza pura

Forza più velocità uguale potenza. Baschirotto ci prova, come tanti altri prima di lui, ma rimbalza. Hojlund è un concentrato di fisicità moderna: non lo sposti, non lo prendi in corsa, non lo butti giù. È veloce, ma soprattutto potente. Ed è diventato completo perché Conte gli ha chiesto di fare anche il Lukaku, e lui lo fa benissimo: tiene palla, fa salire la squadra, dialoga con Neres, gioca di sponda. Nove gol, tre doppiette, tre assist: numeri da leader tecnico, non da semplice finalizzatore.
Il Napoli che comanda

Ma il Napoli non è solo Hojlund. Lo dice Conte con chiarezza: “Noi difendiamo salendo”. Questo Napoli vuole fare la partita. Non è una squadra di blocco basso e ripartenze, è una squadra che comanda il gioco. Ha trovato assetto e identità: prima la difesa a tre, poi l’evoluzione con Politano largo, Di Lorenzo che rompe la linea e si aggiunge alla manovra. A Cremona dieci palle gol create e zero concesse. Milinković-Savić ha vissuto una serata da spettatore attivo, segnale inequivocabile di controllo totale.
Il cuore del sistema

In mezzo al campo il Napoli può permettersi un lusso che in Europa pochi hanno: Lobotka e McTominay. Il primo è il cervello, il secondo è ovunque. Mediano, mezzala, incursore, difensore aggiunto. Box to box vero. McTominay spazza l’area e un minuto dopo attacca la porta avversaria. Si moltiplicano, arrivano sempre prima, fanno cose utili senza urlarle. Le cose inutili fanno rumore, quelle utili vincono partite.
Cinismo cercasi

L’unico appunto di Conte è filosofico prima ancora che tattico: cinismo. Nel calcio non è una colpa, è una virtù. Vuol dire chiudere le partite, colpire quando serve, non essere vanesi. Contro Milan, Bologna e Cremonese il Napoli ha dominato, ma poteva infierire di più. Serve imparare la lezione dei Cinici: semplicità, pragmatismo, ferocia controllata. Da Diogene ad Antonio Conte, il filo della storia passa anche dal calcio.
Continuità e messaggi

Zero cambi. Conte fa Conte. Continuità assoluta e risposta immediata del campo. Mentalità spietata, prima ancora che tecnica. Aurelio De Laurentiis manda un messaggio non banale, squarciando l’ipocrisia di un sistema comunicativo che parla solo alle grandi. A Cremona erano in 2.500 tifosi del Napoli: chilometri, sciarpe, storie. Questo è amore vero, non retorica.
Scenari

La classifica va guardata con strabismo: avanti e indietro. La corsa è aperta. Juventus, Inter e Roma restano avversarie reali. Ma questo Napoli ha risposto presente. Tre vittorie consecutive per 2-0, un cerchio perfetto. Organizzazione, identità, profondità. E soprattutto una sensazione netta: non è un momento, è un percorso.
Il Napoli c’è.Con Conte, con Hojlund, con un’idea chiara.E quando una squadra domina, non lo fa mai per caso.





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