Il Paradosso dei Forti: Napoli punito Perché Sano!
- Rosario Caracciolo

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di Rosario Caracciolo – ilgiornalistatifoso.it / Napoli Cuore Azzurro

C’è un’Italia calcistica che ama i debiti.E poi c’è il Napoli, che li rifugge.Ed è proprio questo il suo peccato capitale.
Il mercato azzurro non è fermo per mancanza di soldi. È fermo perché il Napoli ne ha più degli altri. Pochi debiti, tanta liquidità, un saldo finanziario che racconta di un club strutturalmente sano, virtuoso, autosufficiente. In un sistema normale sarebbe un vanto. Nel calcio italiano diventa una colpa.
Le regole, anziché premiare la solidità, proteggono chi vive di esposizioni, anticipi e artifici contabili. Così accade l’assurdo: chi brucia cassa compra, chi la conserva viene frenato. Il blocco di gennaio non nasce da povertà, ma da un meccanismo che non distingue tra soldi veri e soldi immaginari. Il Napoli non dipende dalle banche. Ed è proprio per questo che paga.
Dietro il silenzio, un progetto.

Altro che immobilismo. La società di Aurelio De Laurentiis ha già acceso i motori per l’estate. Le scelte su Lucca e Lang sono state dolorose ma corrette: ammettere un errore è maturità. Se verranno riscattati, entreranno oltre 60 milioni. Marianucci può portarne altri. E sul fronte uscite si muove una lista chiara: Olivera, valutato non meno di 20 milioni, Meret, Juan Jesus in scadenza, e una riflessione profonda su Neres, tra infortunio e offerte arabe.
Il caso più delicato resta Kevin De Bruyne: arrivato a parametro zero, potrebbe trasformarsi in una plusvalenza enorme. Un paradosso dentro il paradosso: il campione che può finanziare il futuro.
E intanto rimbalza un nome che accende la fantasia: Raheem Sterling, attratto proprio dall’idea di ritrovare De Bruyne e di misurarsi con Napoli e con la Serie A. Suggestione? Forse. Ma le grandi operazioni nascono sempre da sussurri.
Conte è la colonna

.Molti lo danno lontano. Oggi non esiste una decisione in tal senso. Antonio Conte ha un contratto, una missione e risultati che parlano: uno Scudetto, una Supercoppa, terzo posto in campionato nonostante un’emergenza infortuni senza precedenti. La Champions è stata storta, sì. Ma giocare senza mezza squadra non è un dettaglio.
De Laurentiis vuole convincerlo a restare. Perché Conte non è solo un allenatore: è un moltiplicatore di credibilità. Dove c’è lui, c’è competitività.
L’emergenza vera si chiama infermeria.

Muscoli che cedono, recuperi lenti, catena di stop. Serve un’analisi spietata. Anche Conte dovrà confrontarsi con il suo staff sulla gestione dei carichi. Intensità sì, autolesionismo no. Non è un’accusa, è un passaggio di crescita.
Le notizie migliori arrivano dal campo: Gilmour vicino al rientro, Politano verso il provino, tornano Mazzocchi, Rrahmani, Milinkovic-Savic. Pochi minuti, magari. Ma una panchina più lunga cambia il mondo.
I segnali che contano

.Rifiutati 20 milioni del Tottenham per Vergara. McTominay ha detto no a una super offerta per restare a Napoli. Si lavora al rinnovo fino al 2030. Questo è il termometro reale: chi vede il futuro non scappa.
La strada è tracciata.

Quarto posto minimo, per garantire ossigeno europeo. Mercato estivo fatto di giovani, ingaggi sostenibili, idee chiare. Meno nomi, più struttura. Solo un club con conti solidi poteva sopravvivere a una stagione così.
Il Napoli oggi è una cosa rara: una società pulita in un mare sporco.Non sarà questo sistema a piegarla.
Perché il vero lusso, nel calcio moderno, non è spendere.È poter scegliere quando farlo.





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