Il Campionato degli Alibi e una Verità che Corre
- Rosario Caracciolo

- 19 gen
- Tempo di lettura: 2 min
di Rosario Caracciolo – ilgiornalistatifoso.it / Napoli Cuore Azzurro

IL CAOS CHE ILLUMINA
Questo campionato vive di sorprese, ma non di casualità. I risultati inattesi sono diventati la nuova normalità: pareggi che pesano come sconfitte, vittorie che sembrano miracoli, cadute rumorose di chi pensava di comandare. Napoli, Juventus, Milan: tutti inciampano, tutti spiegano. Ma il calcio, quello vero, non segue le narrazioni rassicuranti. Segue i fatti.
E i fatti dicono che il gioco non è un dogma e la giocata non è un’eresia. Allegri lo ha insegnato per anni, Maignan, Leao e Rabiot lo ricordano ogni domenica: i grandi calciatori spostano il destino. Il resto è contorno, staff, preparazione, studio maniacale delle partite. Oggi gli allenatori guadagnano cifre enormi perché il calcio moderno è diventato un’industria del dettaglio. Ma alla fine decide ancora chi sa fare la differenza.
LA BUGIA DEL CAMPIONATO APERTO

Si continua a ripetere che “non c’è una padrona”. Falso. Clamorosamente falso. L’Inter sta dominando. Dopo il derby perso col Milan, ha infilato una striscia quasi perfetta, gestendo forze, turnover e pressione. Vince anche quando non brilla, controlla anche quando sembra concedere. Questa non è l’Inter fragile degli anni passati: è una squadra matura, consapevole, cinica.
Per anni abbiamo giudicato i nerazzurri con lo specchio retrovisore, ricordando un’Inter bellissima ma incompiuta, capace di imprese europee e di buttare campionati. Oggi no. Oggi l’Inter è cresciuta. Come una promessa che diventa certezza. E chi non lo vede, semplicemente, non vuole vedere.
IL NAPOLI TRA STORIA E REALTÀ

E il Napoli? Il Napoli deve fare una cosa difficilissima: restare lucido. Guardarsi dietro prima che avanti. La storia è spietata: chi chiude l’andata a distanza non vince quasi mai. Pensare allo scudetto è legittimo, ma farne un’ossessione è pericoloso.
Questa squadra è anziana, logorata da un calendario feroce e da infortuni continui. Di Lorenzo, Politano, Rrahmani, Juan Jesus, Spinazzola: esperienza enorme, ma muscoli sotto stress. È fisiologia, non complotto. Conte lo sa e stringe i denti, come sempre. Non cerca alibi, cerca soluzioni.
La vittoria sofferta contro il Sassuolo, firmata Lobotka dopo anni di silenzio, è l’emblema di questa stagione: non bella, non roboante, ma necessaria. Tre punti che pesano come oro, conquistati con orgoglio e resistenza.
IL MERCATO E IL PRESENTE

Intanto il mercato racconta un’altra verità: il Napoli si muove, taglia, ricostruisce. Noa Lang verso il Galatasaray, Lucca vicino all’Inghilterra. Scelte economiche, strategiche, inevitabili. Non è tempo di romanticismi, ma di equilibrio.
CHIUSURA DE IL GIORNALISTA TIFOSO...

Questo Napoli non è perfetto. Ma è vivo. Lotta, soffre, sbaglia, reagisce. In un campionato di narrazioni fragili, una cosa resta solida: la dignità della competizione. E finché questa squadra scenderà in campo per giocarsela davvero, ogni giudizio affrettato sarà solo rumore.
Il Ciuccio è ferito.
Ma non è mai stato così orgogliosamente in piedi!





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