CALCIO MALATO: NAPOLI CONTRO TUTTO E TUTTI, MA ANCORA IN CORSA PER IL SOGNO


Cari tifosi partenopei di tutto il mondo
Ho voluto aprire così questo mio piccolo articolo di oggi per sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto lercio, immorale e fasullo sia diventato il gioco più bello e amato del mondo: il calcio! Se questi due "addetti ai lavori", come Criscitiello e Pedulla', se così vogliamo chiamarli, gettano fango su tutto e tutti tranne che sulla realtà, è perché probabilmente, senza offendere nessuno, la mamma degli inetti è sempre più incinta!
Gli scandali arbitrali e il peso della storia

Perché dico queste cose? È molto semplice: in tanti anni di calcio, mi è capitato di vedere di tutto a favore della Juventus da parte delle giacchette nere. L’ultimo episodio? Proprio a Milano contro l'Inter: ricordate il famoso 2-3 di Orsato? Non mi pare che la reazione sia stata la stessa, oppure ricordo male?

E poi c’è Criscitiello — solo nominarlo è nauseante — che si preoccupa degli ascolti di Mediaset perché, a suo dire, Empoli e Bologna non garantirebbero grandi numeri alla rete di Pier Silvio Berlusconi e alla stessa Lega Serie A. Insomma, perché non si è fatto il massimo per portare alla vittoria la Juventus? E questo viene detto da un direttore di una pseudo TV milanese, un personaggio pubblico! Chissà se fosse stato Parlato a lamentarsi, cosa avrebbe detto il mega direttore galattico?
La realtà e il fallimento delle altre squadre

Ma torniamo alla vita reale. E qui mi rivolgo a chi infanga la mia terra: fuori dalla Champions League, fuori dalla Coppa Italia, fuori dalla corsa scudetto. Thiago Motta, da Re a giullare di corte. Giuntoli? Anche qui De Laurentiis gongola, perché ha mostrato tutti i limiti di un dirigente di livello basso. In una parola: FALLIMENTO!

Vi è parso di ascoltare tutto questo? Che l’Inter venga favorita lo sa pure il salumiere sotto casa di Marotta... e nonostante ciò, il Napoli — la squadra più presente sul podio negli ultimi anni — è solo a un punto di distanza dai nerazzurri. E ricordiamolo: la squadra di Antonio Conte NON È STATA COSTRUITA PER VINCERE IL TITOLO! Se sbaglio, riempitemi di complimenti!
Il Napoli e la gestione societaria
Sento dire da più parti che se il Napoli non dovesse vincere il titolo, sarebbe un fallimento. Io non sono assolutamente d’accordo con questa tesi. E vi spiego, sperando di essere esaustivo, il mio disappunto su questo pensiero!

Il Napoli, dopo aver vinto il titolo, vive dell'"uterismo De Laurentiissiano": una società che sembra incapace di gestire il successo, concentrata esclusivamente sui bilanci puliti per ottenere ricavi familiari. Si illude di poter fare tutto con una sola testa, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: campagna acquisti fallimentare, decimo posto in campionato e decisioni societarie discutibili. Addirittura, si era paventata l'ipotesi di affidare un ruolo a Sinicropi (oggi genero del patron), un nome sconosciuto persino agli appassionati collezionisti delle figurine Panini degli ultimi trent'anni.
La fuga dei talenti e le scelte di mercato

E poi c'era Osimhen, che guadagnava 10 milioni l’anno — e sappiamo tutti perché — mentre il resto della squadra restava a guardare lui brillare, unico vero artefice del terzo scudetto. Un disastro annunciato. Poi arriva Conte, che tenta di mettere ordine ma assiste a una fuga da Napoli senza precedenti: persino Starace, con la sua storica macchinetta del caffè, voleva andar via!

Dal mercato sono arrivate le prime conferme: Buongiorno e Spinazzola, poi Neres e, per chiudere il cerchio dopo la batosta a Verona, anche Gilmour, McTominay e Lukaku. L’ultimo innesto è stato Billing, che ha ben figurato all'esordio contro il Como. E a gennaio? Via Kvaratskhelia, senza sostituti. Ma davvero ci stupiamo? Nell'era De Laurentiis, quante volte il Napoli ha fatto mercato a gennaio per provare a vincere il titolo?
La forza di Conte e la lotta contro il sistema

La coperta è corta, e questo Conte lo sa meglio di noi. Sicuramente si aspettava almeno un paio di innesti in più, come Dorgu o un altro esterno che potesse colmare il vuoto lasciato dal georgiano. È vero che c’è solo il campionato, ma guardiamo ai risultati: vittorie contro Juventus, Fiorentina e Atalanta senza Kvaratskhelia, ma anche sconfitte contro Roma, Udinese, Lazio e persino Como.

Premesso che Conte sta già facendo miracoli con una rosa raccolta dalle ceneri e rivalutata al punto da mantenere vivo il sogno tricolore, dobbiamo essere realisti: tolto l’undici titolare senza Kvaratskhelia, questa rosa è davvero più forte di quella dell'Inter? Probabilmente no, soprattutto guardando ai cambi: Juan Jesus, Mazzocchi, Raspadori, Simeone, Gilmour e Billing.
Conclusione: il Napoli è dei napoletani

Il miracolo è possibile, ma serve lucidità: il Napoli di Conte lotta, resiste, sogna. Ma senza un vero supporto societario, rischia di restare intrappolato in un limbo tra grandezza e mediocrità. La palla passa a De Laurentiis: vuole davvero costruire un ciclo vincente o accontentarsi dei bilanci in ordine?
Sapete cosa penso? La "paraculata" di De Laurentiis è chiara: se il Napoli dovesse vincere, lui ha portato Conte; se dovesse perdere, il responsabile è Conte. In entrambi i casi, ADL cadrà sempre in piedi. Ma se vogliamo crescere davvero, ci vuole una società forte e investimenti veri, perché alla fine vince sempre e solo chi costruisce con visione e ambizione...E la prima pietra (Dopo "appena 20 anni !") non e stata ancora messa a terra dalla Famiglia De Laurentiis!
Ma Il Napoli non è di De Laurentiis, visto che il suo investimentoe stato gia' abbondantemente recuperato!, ma dei napoletani che affollano il Maradona, di chi si abbona a DAZN, di chi va in trasferta e subisce offese e atti di razzismo, ma resta lì a sostenere quella maglia. Ai Pedullà, Criscitiello e alla stampa clientelare, rispondiamo con amore per il Napoli.
Sosteniamo Antonio Conte e i nostri ragazzi, lottiamo contro il potere marcio del sistema calcio. Proteggiamo l'onestà dello sport, e tifiamo Napoli senza se e senza ma. Abbiamo la Champions quasi conquistata, il titolo da difendere e un desiderio che brucia più forte che mai. Conta solo questo ora.
Forza Napoli Sempre! 🔵💙



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