Napoli-Arsenal 0-1... IL SILENZIO FA PIÙ RUMORE DELLA SCONFITTA!


La nuova Champions del Napoli comincia con una sconfitta, 0-1 contro l’Arsenal, ma sarebbe troppo semplice fermarsi al risultato. Gli inglesi, vicecampioni d’Europa, arrivavano da una stagione che li aveva condotti fino alla finale contro il Paris Saint-Germain, persa soltanto ai rigori. Di fronte, però, hanno trovato un Napoli profondamente rimaneggiato.
Massimiliano Allegri ha dovuto fare i conti con assenze pesantissime: Scott McTominay, Anguissa, un Neres ancora lontano dalla migliore condizione e Lang, escluso dai convocati per motivi disciplinari. Poi gli infortuni di Alex Meret e Allison Santos, con entrambi
che potrebbero rientrare dopo la sosta.

Eppure, paradossalmente, proprio nella difficoltà qualcosa comincia a intravedersi.
Dopo la gara di San Siro contro l’Inter, persa dopo essere stati avanti di due gol, e dopo il ko europeo contro l’Arsenal, non me la sento di condannare questo Napoli. Non sono un risultatista. Guardo le prestazioni, il carattere, la capacità di reagire. E tra Milano e il Maradona qualche segnale positivo c’è stato.
Il problema, però, resta evidente: la rosa è corta, cortissima.
Ed è qui che le responsabilità non possono essere scaricate esclusivamente sull’allenatore. La società di Aurelio De Laurentiis ha scelto un mercato tardivo, lasciando interrogativi aperti proprio nella stagione del Centenario. Baliashile rappresenta una scommessa anche sul piano fisico, mentre Costantino Favasuli, arrivato dal Catanzaro, ha regalato contro l’Arsenal una delle poche note veramente liete: personalità, tecnica e coraggio.

Poi ci sono i casi Lang, Lucca e Beukema. Tre operazioni costate complessivamente cifre importanti e che, per motivi diversi, continuano a non convincere. E il rischio che a gennaio anche McTominay possa partire rende ancora più inquietante lo scenario.
Il paradosso è tutto qui: si chiede a Manna di costruire, ad Allegri di vincere, ma i fili della società vengono comunque mossi da chi ne determina le strategie.
E allora bisogna essere onesti: senza quel colpo dalla distanza, l’Arsenal( Che poteva segnare prima!) avrebbe probabilmente trovato enormi difficoltà a scardinare il Napoli. Lo 0-0 sembrava “scritto”. Anche Kevin De Bruyne ha avuto sui piedi l’occasione per il pareggio,
scegliendo però di servire un pallone al centro dell’area senza trovare nessun compagno pronto alla deviazione vincente.

Tre partite di campionato e una di Champions: una vittoria e tre sconfitte. Numeri pesanti, ma anche un calendario tutt’altro che benevolo.
Ora arrivano Bologna e Fiorentina. Due partite che possono rappresentare una svolta. Serviranno fame, personalità e determinazione. Esattamente quelle mostrate da Favasuli al suo debutto europeo.
Ma c’è un’ultima questione che mi fa ancora più male: il Maradona...Che fine ha fatto?
Contro l’Arsenal, il silenzio dello stadio è sembrato quasi un abbandono. Il tifoso può contestare Allegri, può non amare De Laurentiis, può essere deluso dalla società. Ma quella maglia viene prima di tutti.
Presidenti, allenatori e calciatori passano. Il Napoli resta!

E allora, se davvero siamo nella stagione del Centenario, ricordiamoci una cosa semplice: il Napoli è dei napoletani.
Chi vuole davvero arrivare in alto non si abitua mai a vincere: combatte per tornare a farlo.
Meditate, gente. Meditate.


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