top of page

Il Palazzo Ride, Il Calcio Muore!

  • Immagine del redattore: Rosario Caracciolo
    Rosario Caracciolo
  • 43 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

di Rosario Caracciolo

ilgiornalistatifoso.it- Napoli Cuore Azzurro
ilgiornalistatifoso.it- Napoli Cuore Azzurro

MILANO – Il ventre del Palazzo


Il calcio italiano perde la faccia nel luogo che dovrebbe custodirne la nobiltà. A San Siro, nel derby d’Italia tra Inter e Juventus, non va in scena solo una partita. Va in scena un verdetto.

L’episodio che spezza l’equilibrio è l’espulsione del difensore bianconero Pierre Kalulu, in seguito a un contatto con Alessandro Bastoni. Ma più del fallo, resta la sensazione. Il teatro. La caduta accentuata. Il rosso immediato del direttore di gara Federico La Penna. Una decisione che pesa come una sentenza.

L’Inter vincerà 3-2. Ma la Juventus, rimasta in dieci, paradossalmente mostra più anima. Più rabbia. Più calcio.

Il pareggio sarebbe stato giusto. Ma giustizia e calcio, oggi, parlano lingue diverse.

Ed è nel tunnel degli spogliatoi che la verità prende forma. Dirigenti bianconeri, tra cui Giorgio Chiellini, esplodono: “Hai falsato la partita...”.

Parole durissime.

Parole terribilmente vere. Ma dette da chi ne ha fatto suo, nel recente passato, di sistema brevettato!



Il sorriso del potere



Mentre altri urlano, c’è chi sorride. È Giuseppe Marotta, l’uomo che più di ogni altro rappresenta la continuità del potere calcistico italiano. Il suo volto rilassato è la fotografia perfetta del sistema.Un sistema che resiste a tutto. Anche alla verità.

Accanto a lui, una classe arbitrale guidata da Gianluca Rocchi, sempre più distante dalla credibilità. E un VAR che, da strumento di giustizia, si è trasformato in strumento di interpretazione.

A Napoli, per un episodio su Antonio Vergara, si gridava allo scandalo nazionale.

Qui, invece, tutto diventa opinabile.

Il peso delle maglie, evidentemente, non è lo stesso.


NAPOLI – Il Sole non chiede favori



Poi esiste il calcio vero. Quello che vive al Maradona. Quello del derby del Sole tra Napoli e Roma.

Finisce 2-2. Ma il risultato è solo un dettaglio.

Perché il Napoli va sotto. Soffre. Cade. E poi si rialza. Sempre.

La squadra di Antonio Conte ha un’anima. Una fame. Una dignità che nessun episodio arbitrale può cancellare. La Curva B lo sa. E lo celebra.

Conte non è solo un allenatore. È un simbolo. È l’uomo che ha restituito rispetto. Che ha trasformato un gruppo ferito in un esercito.

Questi ragazzi combattono. Per la maglia. Per la città. Per lo sport.


Unità contro il sistema



Il Napoli oggi rappresenta una speranza. Non solo sportiva. Ma morale.

Serve unità tra Aurelio De Laurentiis, l’area tecnica e Antonio Conte. Serve una sola voce. Una sola direzione. Un solo obiettivo.

Perché le squadre vere non vincono soltanto.

Resistono.

Il calcio italiano, intanto, continua a consumarsi nei suoi giochi di potere. Nei suoi sorrisi. Nei suoi silenzi.

Ma Napoli no. Napoli non sorride nell’ombra. Napoli combatte alla luce del Sole.

Perché vincere senza rispetto è solo una vittoria vuota.

E il Palazzo può anche ridere. Ma il calcio, quello vero, sa ancora piangere.



 
 
 

Commenti


bottom of page